domenica 1 marzo 2026 - Noi c’eravamo
La passeggiata è stata di 10 chilometri circa, partendo da via Caval in quel di San Martino B.A., lambendo l’abitato di Ferrazze e quindi percorrendo i più interessanti angoli di Montorio, alla scoperta dei tesori di questa frazione di Verona.
Eravamo in 25 e abbiamo camminato sull’argine del corso d’acqua Fossa Murara a sinistra, che prende il nome dalla famiglia Murari, soprannome dato ai Dalla Corte proprietari della grande tenuta Mattarana e della Fossa Zenobia a destra, che si conosce sin dal 1600, in seguito all'acquisizione dei diritti d'acqua, fatta dalla famiglia Zenobi, di origine trentina.
Giunti nel centro del paese, e attraversati: il ponte sul torrente Squaranto, via Olivè, piazza delle Penne Nere e un ponticello sulla Fossa Murara, incontriamo il famoso Ponte Trivelin, di probabile origine romana con incisa sulla chiave di volta dell’arcata centrale la data “1712”, a ricordo di un probabile intervento di sistemazione.
Siamo ora di fronte alla vecchia Filanda. Un grande edificio di sei piani sorto nel 1858 come setificio, che dava lavoro a circa 300 operai e poi tra gli anni ’80 e ’90 trasformato in un condominio di diciotto appartamenti.
Eccoci al Laghetto artificiale Squarà, di origine romana e bacino di raccolta e acquedotto che portava l’acqua alla città. La costruzione di questo manufatto è contemporanea alla fondazione di Verona romana e cioè databile al II-I secolo a. C. Qui nasce la già citata e incontrata Fossa Murara.
A nord del laghetto, ecco la Chiesa di Santa Maria Assunta di grande interesse storico e culturale. Edificata nel XVI secolo, la chiesa presenta uno stile architettonico rinascimentale che si integra armoniosamente nell’ambiente circostante. La pieve di S. Maria Assunta, è documentata sin dal 1030. È ipotizzabile collocarne la fondazione attorno al X sec. e che l’edificio primitivo sia stato edificato al di sopra di pre-esistenze di epoca romana.
Ultima chicca da scoprire: la Chiesa di Santa Maria della Rotonda, costruita sopra una sorgente. Già documentata nel secolo XII e probabilmente edificata dai frati dell’abbazia cittadina di S. Maria in Organo, passò nelle mani di molti proprietari prima di essere ceduta nel 1989 alla parrocchia di Montorio. Da qui dipartono i corsi d’acqua: la Fossa Madonnina e la già incontrata Fossa Zenobia.
In perfetto orario prestabilito arriviamo al Laghetto Fontanon, noto fin dal medioevo e collettore di gran parte delle sorgenti basse del fiume Fibbio.
E proprio accanto al laghetto troviamo la pizzeria Le Sorgive, per un momento di ristoro, prima di intraprendere la via del ritorno.




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