domenica 26 marzo 2023

Fattori. L’umanità tradotta in pittura

domenica 26 marzo 2023 – Noi c’eravamo 

Dopo la piacevole e interessante visita alla città di Bologna, conclusasi alle 13:00 e una dovuta e riposante pausa di colazione, alle 15:30 siamo davanti a Palazzo Fava, dove una guida museale ci condurrà a esplorare il percorso espositivo della vasta produzione fattoriana, che presenta una selezione di oltre 70 opere di uno tra i maggiori pittori italiani dell'Ottocento, maestro indiscusso della rivoluzione macchiaiola, padre generoso e accorto promotore dell’arte italiana di fine Ottocento, ma anche un eccezionale precursore della modernità del XX secolo. 

La sequenza delle opere ci ha offerto la possibilità di seguire l’intera evoluzione creativa della pittura del Maestro, propostaci in stanze a nuclei tematici: dalle prime ricerche sulla macchia applicate alla documentazione degli eventi bellici risorgimentali, ai magistrali “ritratti dell’anima”, dipinti tra il 1861 e i primi anni del Novecento, nei quali la sensibilità introspettiva si combina con il marcato realismo di stampo toscano. 



 

 

Visita Bologna

domenica 26 marzo 2023 – Noi c’eravamo 

Splendida giornata e viaggio impeccabile per ritrovarci in 29, alle 10:30 a conoscere la nostra guida Elena, dimostratasi veramente impeccabile e preparata, che ci accompagnerà alla scoperta di questa interessante città. 

Siamo in pieno centro città in piazza del Nettuno e, insieme alla bellezza della piazza, apprezziamo la statua in bronzo che ritrae il dio greco del mare, scolpita dal Giambologna. La bellezza della statua del Nettuno non deriva soltanto dalla sua figura imponente quanto dalla complessa simbologia e dei segreti che si celano in esso. La fontana su cui poggia è un capolavoro dell‘arte medievale, commissionata dal legato pontificio Pier Donato Cesi.

Bologna è detta anche Piccola Venezia, un’immagine poetica quasi dipinta dall’immaginazione. Basta affacciarsi dalla piccola Finestrella di Via Piella per godere di questo spettacolo. Una sorpresa inattesa, un luogo da non perdere per alcuna ragione. Riscoprire il fiume sommerso delle acque sotterranee.

Ed eccoci in Piazza Maggiore, il vero cuore antico della città, catturati dall’imponente Basilica di San Petronio, dedicata al patrono cittadino che, pur non essendo il duomo, è di certo uno degli edifici più maestosi della città Felsinea. Al suo interno trovi stupende opere d’arte tra cui gli affreschi di Giovanni da Modena oltre che la meridiana più lunga al mondo che misura 67 metri e attraversa il pavimento della chiesa dal 1657. Fu Domenico Cassini a costruirla. La chiesa ha molto da raccontare dalla storia della sua costruzione a particolari vicende che l’hanno vista come palcoscenico. 

L’Archiginnasio è di certo il palazzo più famoso della città. Nato per ospitare le lezioni dell’Alma Mater Studiorum, è un luogo chiave della cultura bolognese. Le pareti sono ornate da stemmi araldici studenteschi e alcune sale hanno un grande valore artistico. 

A pochi passi da Piazza Maggiore, dopo aver dato uno sguardo catturante alla statua di Papa Gregorio XIII famoso per la riforma del calendario, chiamato in suo onore “gregoriano” e proprio sotto il palazzo del Podestà si trova un segreto. Il Voltone del Potestà, capolavoro famoso non solo per i suoi affreschi, ma anche per l’incredibile architettura. I maestri del tempo riuscirono a creare un telefono senza fili con cui è possibile comunicare da un angolo all’altro della struttura senza far sentire alcuna parola ai passanti.

Un’altra tappa di rara bellezza, è Piazza Santo Stefano, dove sorge il complesso delle “Sette Chiese”: si tratta di una basilica che ne contiene altre sei, di epoca diversa. Un posto davvero unico al mondo. Una serie di piccole cappelle che volevano richiamare gli scenari del santo sepolcro di Gerusalemme. All’interno vi si trovano resti di epoca romana, bizantina e longobarda. 

Ultima tappa prima di lasciare la nostra accompagnatrice: siamo sotto le due Torri simbolo della città. La più bassa è la Garisenda e l’altra è la Torre degli Asinelli, vere e proprie bussole che permettono a chiunque di orientarsi in centro.


 


 

 

 

 

 



sabato 25 marzo 2023

La Seconda Via

sabato 25 marzo 2023 – Noi c’eravamo 

Con una platea e una galleria degne delle più importanti proiezioni abbiamo assistito alla proiezione di un film che aiuta a far vivere e rivivere un’esperienza emozionale allo spettatore, nel ricordo di quella triste e tragica storia.

Per non dimenticare!

Molto interessanti e coinvolgenti le parole di introduzione di Luigi Scrinzi nel presentare sia l’opera che i graditi ed eccezionali ospiti: Il regista Alessandro Garilli, e gli autori della colonna sonora, Elisabetta Garilli e Francesco Menini. 

Dopo la proiezione si è aperto un dibattito da vero “cineforum” con la platea e gli ospiti, esaustivi nei particolari della vicenda e di come si sia addivenuti, dopo 17 anni di lavoro, al ciak finale.

Questo film, di uomini nella guerra, che crediamo dovrebbe essere visto da tutti, fa pensare che non ci sono vincitori e vinti; a morire sono sempre i figli, i padri, i fratelli, mandati da criminali, chiusi al sicuro nelle loro torri d’avorio. 

E la storia continua a ripetersi. 

La nostra associazione il cui nome impegnativo QUOVADIS, richiama un pensiero: cosa sarà del futuro dell’umanità? Dove andremo? 

giovedì 23 marzo 2023

Da "Verona Fedele"

 giovedi 23 marzo 2023 - Notizie

Cultura & spettacoli

Il film “La seconda via” racconta la campagna di Russia

di REDAZIONE

Proiezioni il 24 marzo, al cinema Metropol di Villafranca, e il 25 marzo a San Bonifacio, col regista Alessandro Garilli

  
 

di REDAZIONE

Evento speciale venerdì 24 marzo alle 21 al cinema Metropol di Villafranca di Verona (Sala Ferrarini, Piazza Villafranchetta 1) con la presenza in sala del regista Alessandro Garilli che presenta il suo nuovo film “La seconda via”.

La pellicola racconta quando nel gennaio 1943, fronte russo, la compagnia 604 si trova costretta ad attraversare la steppa per sfuggire all’accerchiamento nemico. Quando sopraggiunge la notte, però, di tutta la 604 non rimangono che sei alpini più un mulo, che avanzano in silenzio, sotto una neve incessante, mentre la temperatura tocca i 40 sottozero. L’esasperante cammino, compiuto in quel deserto bianco, spinge gli uomini a perdere la percezione del tempo e, passo dopo passo, li porta a rifugiarsi in una dimensione onirica dove esiste una “seconda via” fatta di sogni, incubi e ricordi.

“Quando iniziai a scrivere il soggetto de La seconda via solo un ristrettissimo numero di opere raccontavano la campagna di Russia”, racconta il regista Garilli, “ma nessuna di esse parlava degli alpini o mostrava, se non marginalmente, la ritirata, quel terribile viaggio a ritroso iniziato nel gennaio 1943 e costato la vita a centinaia di migliaia di giovani soldati italiani, ma anche tedeschi, ungheresi, rumeni e chiaramente altresì agli avversari russi. Mancava quindi”, continua Garilli, “un’iconografia filmica della ritirata di Russia, importante perché, in un’epoca dominata da media visivi, non possedere un’immagine equivale a cancellare un ricordo”.

La stessa pellicola si potrà vedere sabato 25 marzo, alle 20.30, nel Teatro Centrale Cineforum di San Bonifacio. La Sezione A.N.A. di Verona, il Gruppo Alpini di Soave e l'associazione culturale "Quo Vadis" di Colognola ai Colli promuovono una serata di cinema d'essai; il prezzo del biglietto è di 5 euro. Sarà presente in sala il regista, con alcuni giovani attori protagonisti e con l'autrice della colonna sonora, Elisabetta Garilli. A conclusione del forum, il gruppo Alpini di Soave offrirà a tutti, gratuitamente, un momento conviviale.

 

mercoledì 22 marzo 2023

I Creatori dell'Egitto Eterno

domenica 23 aprile 2023 - Attività Quo Vadis Friends

L’Egitto a Vicenza 

Statue colossali, tombe e sarcofagi decorati, bassorilievi e stele dipinti, rotoli di papiro e reperti millenari: sono gli ingredienti di questa mostra. Scribi, artigiani e operai al servizio del faraone che, attraverso circa 200 reperti provenienti dal Museo Egizio, raccontano la comunità di Deir el-Medina, l’antico villaggio che ospitava gli artefici delle monumentali tombe dei faraoni nella Valle dei Re e delle Regine.


 

Quovadis a Pasquetta?

lunedì 10 aprile 2023 - Attività Quo Vadis Friends

Zovencedo è un paese in provincia di Vicenza, adagiato su dolci colline nel cuore dei monti Berici, tra altipiani e dossi, valloni e doline, lavatoi e fontane.

Ti aspettiamo per una camminata su sentieri abbarbicati, alla scoperta di piccole e interessanti chicche del territorio.

Scenderemo poi nella frazione di Calto per immergerci nella valle lussureggiante in fiore e per ammirare quanto l’acqua sia stata indispensabile nella vita del borgo.

Prepara l’entusiasmo per condividere la giornata e le cibarie al seguito, con gli amici e i compagni di cammino!



 
 
 
 
 

 

lunedì 13 marzo 2023

La Seconda Via

sabato 25 marzo 2023 - Attività Quo Vadis Friends 

Sei alpini e un mulo che attraversano un deserto di neve, durante una lunga notte. Un viaggio lungo e difficile, un’anabasi: la prima via.

All’interno di essa, si fa strada la seconda via: la perdita della percezione del tempo che vede i soldati rifugiarsi all’interno della loro mente, la via mentale, la dimensione onirica del ricordo.
Un film da non perdere! Non un film di guerra, ma di uomini nella guerra!

Cercate su internet le testimonianze: del tenente Nelson Cenci (quello del libro di Mario Rigoni Stern “Il sergente nella neve”) o di Carlo Vicentini, sottotenente dei “Ragazzi di Aosta 41” e presidente dell’UNIRR (Unione Nazionale Italiana Reduci Di Russia); dello storyboarder del film Gianluca Foglia “Fogliazza”; o del direttore de “L’Alpino”, mons. Bruno Fasani. Leggete la commovente recensione di Marina Corradi sull’Avvenire del 9 febbraio o ascoltate “L’ultimo passo” corale di Elisabetta Garilli e la struggente canzone “Gran Dio del cielo” del Coro della SAT, colonne sonore del film.

Un film che aiuta a far vivere un’esperienza emozionale allo spettatore e a dare peso e attenzione alle parole dei reduci, nel ricordo di quella triste e tragica storia.

Per non dimenticare! 


 

 

domenica 12 marzo 2023

Cena sociale

venerdì 10 marzo 2023 – Noi c’eravamo 

Ci siamo ritrovati alla locanda “Cinque pani e due pesci” di Fittà per una serata conviviale. 

Eravamo in 21 tra soci e amici e, nel fare i complimenti alla cuoca e a tutto lo staff che ci ha ospitati, per quanto proposto al nostro palato, abbiamo ascoltato, dalle parole del presidente Bellomi, una sintesi di bilancio economico dell’anno 2021, ma soprattutto l’elenco delle varie attività svolte, in essere e prossime. Possiamo essere fieri di quanto programmato, specialmente perché fatto solo con le forze del nostro entusiasmo. 

Una serata all’insegna della cordialità e dell’amicizia e un grazie a quanti hanno partecipato.

domenica 5 marzo 2023

San Rocco, Eremo di San Rocchetto, Grotte di Avesa, Camaldola e fiume Lorì

domenica 5 marzo 2023 – Noi c’eravamo 

Eccoci finalmente all’appuntamento di questa splendida giornata di sole, per quattro ore di una piacevole camminata di circa 11 chilometri sulle colline veronesi tra Avesa e Quinzano. 

All’appello di partenza, dal cimitero vecchio di Avesa, siamo in 37 e la colonna comincia a muoversi verso Quinzano per fermarci a San Rocco.

La chiesa di Sant'Alessandro (IX sec.), successivamente dedicata a San Rocco, ci regala la possibilità di visitarla all’interno e scoprire le sue chicche artistiche. Continuiamo sulla Via San Rocco sino a incontrare la Strada dei Monti che porta all’Eremo di San Rocchetto. L'edificio sacro attuale è del 1511 e fu voluto da una compagnia laicale del Santo Sepolcro, i "palmieri", chiamati così perché, dalla Terrasanta portavano la palma di Gerico.

Scendiamo verso il centro storico di Quinzano e dalla piazza Righetti prendiamo il percorso 262a del sentiero Girardi, verso il monte Ongarine per poi scender in centro ad Avesa e visitare la Camaldola, una chiesetta a nome di Santa Maria, edificata dai Camaldolesi nei primi anni del XIII secolo.

Ci inerpichiamo verso le Grotte di Avesa. Prendiamo via Ongarine e dopo alcuni tornanti abbastanza impegnativi ci appare questo grande complesso di cave e l’effetto che fa non è indifferente: enormi colonne di pietra e l’altezza dei “busi” come chiamati geograficamente, fa sentire piccoli e impotenti. 

Ritorniamo in paese e sulla sinistra incrociamo la Via Sorgente Lorì che ci porta ad ammirare uno scorcio veramente suggestivo di questo fiume considerato il più piccolo d’Europa per portata, ma che forma dei lavatoi suggestivi e che fu di grande importanza per l'economia di Avesa e per la storia di Verona: in epoca romana infatti alimentava l'acquedotto di Verona e Cansignorio costruì addirittura una fontana in piazza Erbe a Verona alimentata dalle sue acque. 

Concludiamo la nostra camminata alla “Trattoria al Popolo” per la dovuta e ottima ricompensa, a base di risotto all’Amarone e Spaghetti con sarde e ortiche. 

Grazie a tutti i partecipanti, con la speranza di aver trascorso una bella giornata di divertimento sportivo. 


 

 




Giovanni Tosi - Le invisibili della “Manara”

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