domenica 23 aprile 2023
È una piccola mostra, per chi ha visto Torino o ha avuto la fortuna di visitare Luxor, però, seguite il consiglio e andatela a visitare, specialmente se, come noi, avrete la fortuna di avere una guida super preparata e molto esauriente.
L’associazione QUOVADIS aveva organizzato da tempo questa uscita a Vicenza, utilizzando il treno per lo spostamento e associandola poi alla visita, nel pomeriggio, alla Stamperia d’Arte Busato.
Eravamo in quindici davanti a quel capolavoro che è la Basilica del Palladio, pronti per una full immersion nel mondo egizio, datato Amhenotep I (1514-1494 a.C.).
Tebe è il nome con il quale i greci chiamavano l’antica città egizia oggi nota come Luxor. Situata principalmente sulla riva orientale del Nilo, all'inizio del nuovo regno divenne la più importante d’Egitto e i faraoni fecero a gara per dotarla di spettacolari monumenti.
La riva occidentale del fiume, dietro la quale tramontava il sole, ospitava invece la città dei morti: i grandi templi funerari dei faraoni al limitare della coltivazione e, alle loro spalle, migliaia di tombe scavate intorno alla grande montagna a forma di piramide. Annidato tra le colline brulle, accanto alla valle dei re, sorgeva il villaggio di Deir El Medina, in cui abitava la piccola e operosa comunità di operai specializzati, incaricati di realizzare le tombe reali.
L’intera zona era chiamata Set Maat, la Sede della Verità, perché era lì che, su ispirazione divina, veniva concepita la dimora eterna dei faraoni.









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