mercoledì 20 maggio 2026
martedì 19 maggio 2026
domenica 17 maggio 2026
Villa Badoer
domenica 17 maggio 2026 - Noi c’eravamo
Siamo ancora a Fratta Polesine e proprio di fronte alla casa natale di Giacomo Matteotti si erge questa stupenda villa, meta della nostra visita, accompagnati dalle note esplicative del nostro prof. Franco Scartozzoni.
L’elegante complesso architettonico fu commissionato dal nobile veneziano Francesco Badoer all’architetto Andrea palladio. Costruita nel 1556 la “Badoera” è l’elemento caratterizzante del paese di Fratta Polesine.
Il piano architettonico della villa si sviluppa intorno al corpo principale con una monumentale scalinata a tre rampe e alle due barchesse a emiciclo.
La facciata del corpo centrale, composto da un piano terra, un piano nobile e un terzo piano (granaio), presenta una loggia d’ordine ionico sormontato da un timpano dentellato, mentre dorico è il colonnato delle barchesse alle quali si accede agli eleganti giardini che circondano l’edificio.
Le sale del piano nobile e il pronao ospitano affreschi realizzati da Giallo Fiorentino con scene pastorali, grottesche e allegorie mitologiche.
Omaggio a Giacomo Matteotti
domenica 17 maggio 2026 - Noi c’eravamo
Dopo la mattinata in visita alla mostra “Zandomeneghi e Degas” a Rovigo, eccoci a Fratta Polesine per un omaggio a quel grande uomo politico che fu Giacomo Matteotti, visitando la sua dimora e il luogo della sua sepoltura.
Giacomo Matteotti visse in questa casa con la famiglia, la quale continuò a risiedervi dopo l'assassinio di Giacomo nel 1924, trasformandola in un simbolo della sua lotta.
L’edificio del XVIII secolo, ampliato nei primi del ‘900 e acquistato dal padre di Giacomo, fu restaurato tra il 2006 e il 2009, subendo un ulteriore intervento nel 2024, per il centenario della morte e il nuovo allestimento offre un’esperienza immersiva con installazioni multimediali che raccontano, in un viaggio affascinante nella storia italiana, la vita e il pensiero di un uomo che ha lottato per i valori della libertà e della giustizia.
Zandomeneghi e Degas
domenica 17 maggio 2026 - Noi c’eravamo
Rovigo, Palazzo Roverella e Quovadis, in questa ultima uscita di primavera, con 28 amici al seguito e tanta voglia di trascorrere una bella giornata, col sole brillante, ma aria ancora fresca da non capire l’ideale della vestizione.
Ci attende Lara, una guida che si rivelerà molto preparata e coinvolgente, che ci porta alla scoperta di questa grande amicizia artistica e umana che questa mostra svela per la prima volta in un racconto unitario e approfondito.
La formazione macchiaiola di Zandomeneghi e il realismo attento alla vita contemporanea di Degas nell’esperienza fiorentina, si sviluppa poi anni dopo a Parigi, in un’intesa profonda tra i due artisti.
Un racconto che intreccia Firenze e Parigi, macchia e impressione, tradizione e avanguardia, in un dialogo che questa mostra fa risaltare, rendendolo ancora sorprendentemente attuale.
venerdì 8 maggio 2026
Giovanni Montagnana e Davide Cappelletti - Il Cammino
venerdì 8 maggio 2026 - Noi c’eravamo
Una piacevole serata all’Auser di Colognola ai Colli, per gustare il docufilm “Il Cammino”, diretto da Giovanni Montagnana ed eventualmente acquistare il libro di Davide Cappelletti, con lo stesso titolo, che racconta la stessa storia con uno sguardo più narrativo e introspettivo.
La presentazione della serata è in mano al prof. Franco Scartozzoni e a Vito Massalongo del Curatorium Cimbricum Veronense.
La “storia del martire e dell’eroe” nasce negli ultimi giorni della Seconda Guerra Mondiale, una manciata di giorni dopo il 25 aprile del 1945 e narra la triste vicenda di Domenico Mercante, parroco di Giazza giustiziato dai nazisti e Leonhard Dallasega, fucilato perché reo di essersi rifiutato di fucilare il sacerdote.
L’accaduto rievocato nel film dai due interpreti, Davide Cappelletti e Cristian Truzzoli, simbolicamente a piedi, sul percorso che da Giazza tocca Passo Pertica, il punto in cui si è consumato il duplice omicidio, per poi arrivare ad Ala di Trento, ha lo scopo anche di dare un nome che commemori l’accaduto e ne dia la dignità che merita.
Questa storia, a ridosso dell’80esimo anniversario della Liberazione dell’Italia dal Nazifascismo, si fa portatrice, ora più che mai, di un forte messaggio di pace e fratellanza.
Nel ringraziare l’Auser che ci ha ospitato, crediamo di interpretare il pensiero di tutti gli intervenuti, di aver trascorso un momento semplice ma intenso, nel riscoprire luoghi del nostro territorio che ripercorrono una memoria che non appartiene solo al passato, ma continua a parlarci.
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